DOCUMENTO POLITICO

COORDINAMENTO MARCHE PRIDE

 

Quest’anno celebriamo il 50 anniversario dei Moti di Stonewall. La notte del 28 giugno del 1969 la comunità omosessuale e transessuale di New York, stanca dei continui soprusi della polizia e dell’emarginazione subita a causa della propria sessualità, affettività, etnia e estrazione sociale, si ribellò rivendicando la propria libertà e il proprio orgoglio.
Ancora oggi noi lesbiche,gay, bisessuali, transessuali, transgender, queer, intersessuali, asessuali (LGBTQIA+) celebriamo quella notte con il Pride, un’occasione che diventa non solo strumento di libertà, ma soprattutto mezzo per rivendicare la piena uguaglianza e il rispetto della persona in quanto essere umano.
La questione della visibilità si poneva come fondamentale già all’epoca delle proteste di Stonewall. A distanza di quasi cinquant’anni, tuttavia, sono ancora molti i settori della società in cui le persone LGBTQIA+ non possono esporsi né agire in armonia con la propria identità di genere e il proprio orientamento sessuale; discriminazioni sul posto di lavoro, nello sport,nella scuola, nelle famiglie e nella società fungono da ostacolo per un coming out realmente inclusivo.

Le associazioni del coordinamento Marche Pride scenderanno in piazza per denunciare come ancora oggi viviamo in un contesto sociale, lavorativo, politico e culturale in cui, spesso, alcune parti della società ci appaiono costantemente attive a promuovere odio e divisioni. La logica dietro questa propaganda sempre più diffusa, sia a livello nazionale che internazionale, è quella di individuare e stigmatizzare intorno a sé dei nemici ed è proporzionale all’assenza di proposte e progetti che sappiano descrivere un idea di futuro e all’incapacità di intercettare i cambiamenti.
In assenza di tali capacità, si finisce si individua il nemico nel migrante, nella persona con un diverso orientamento sessuale, nel genere e/o nell’appartenenza a una diversa religione.
Si tende sempre meno a riconoscere “l’altro” come persona, privandolo del rispetto per la sua individualità e alla sua differenza, intesa come valore e parte del processo evolutivo per la società.
Per questo rivendichiamo la piena attuazione dei diritti fondamentali della Costituzione, e in primo luogo, il diritto alla piena Uguaglianza e il dovere da parte delle Istituzioni, della Pubblica Sicurezza, la Pubblica Amministrazione, la Sanità, le scuole, i corpi sociali intermedi, le associazioni e di ogni cittadino, di contribuire a rimuovere quegli ostacoli di ordine economico, sociale e culturale che di fatto limitano la libertà e l’uguaglianza dei cittadini, impedendone il pieno sviluppo della persona umana.

Pensiamo che una società civile debba essere non solo rispettosa delle minoranze, ma capace di accoglierle e tutelarle, sostenendo azioni concrete di reale integrazione e politiche che sappiano promuovere il rispetto per ogni essere umano; una società che sappia dire di no ad ogni forma di odio e discriminazione, emanando una legge contro l’omofobia, la transfobia, la bifobia e la lesbofobia, che chiediamo venga approvata al più presto.
Chiediamo, soprattutto per i giovani e per le donne, la possibilità di trovare nella società pari opportunità e non solo precarietà: lavori sottopagati con condizioni sempre più deprimenti e mercificanti. I giovani e le donne devono avere la possibilità di crescere e formarsi vedendo nel rispetto della loro individualità, delle differenze e delle loro prospettive di vita. Una società in cui i giovani debbano vivere con poche prospettive valide per il loro futuro è una società povera, discriminante e poco civile.
Chiediamo che nelle scuole si intraprenda una vera ed efficace educazione di genere, laica e inclusiva, che sappia promuovere il rispetto per tutti/e. La scuola tutta, ma soprattutto quella pubblica, deve sostenere e promuovere i valori di un’educazione all’identità di genere, alla sessualità e all’affettività, resistendo alle pressioni di visioni integraliste che limitano le espressioni della personalità umana.
In particolare per prevenire l’omofobia è urgente una riflessione da parte di personale competente nel settore dell’educazione infantile e pre-adolescenziale, poiché la paura del diverso, gli stereotipi di genere e l’eteronormatività vengono appresi fin dai primi anni di vita. Alla luce dei fatti riportati quotidianamente dalla cronaca, per prevenire ogni forma di violenza, riteniamo importante promuovere efficacemente, soprattutto dall’infanzia, la cultura del consenso. Chiediamo quindi alla dirigenza delle scuole di vario ordine e grado di favorire un ambiente sicuro, che educhi alle differenze e a un approccio consapevole alla sessualità e all’affettività. La formazione di un corpo docente preparato a confrontarsi con studenti LGBTQIA+ e con famiglie omogenitoriali è inoltre da ritenersi fondamentale per prevenire bullismo e discriminazioni.
Alle istituzioni universitarie chiediamo di garantire alle persone transgender sia il libretto che la modulistica corrispondenti al loro genere, così come chiediamo la riscrittura completa della legge 164, affinché sia garantito a tutti e a tutte il diritto all’autodeterminazione del proprio corpo e della propria identità di genere, anche sui documenti di identità.

La recente legge sulle unioni civili, nonostante sia stata un grande e concreto passo in avanti in un totale vuoto legislativo durato decenni, porta con sé ancora una valenza discriminatoria. Per questo motivo continuiamo a chiedere al Legislatore di procedere per un pieno riconoscimento dell’eguale dignità delle nostre unioni, introducendo il matrimonio egualitario.
Con lo stralcio della Stepchild Adoption, durante l’approvazione della legge sulle unioni civili, è stato negato quel primo passo volto a conferire dignità alle nostre relazioni affettive; è necessario, pertanto, il riconoscimento delle nostre famiglie e della nostra genitorialità. Per quei bambini, che ora godono di meno diritti degli altri perché nati in famiglie con due mamme o due papà, chiediamo una legge che sancisca il loro diritto di vedersi riconoscere entrambi i genitori all’atto della nascita, ponendo fine così alla stagione delle lotte nei Tribunali.  Con il riconoscimento alla nascita e l’adozione piena dei bambini già nati, i figli delle coppie omogenitoriali potranno contare sempre su due madri o due padri, anche in caso di separazione, come succede in molte famiglie. Chiediamo maggiori tutele per i minori che vivono in contesti di famiglia allargata, attraverso il mantenimento dei vincoli affettivi, il riconoscimento e la tutela del ruolo del co-genitore​, partner di uno dei genitori, che svolge un ruolo di cura e accudimento dei figli.

Considerando la storia come parte fondamentale della nostra identità, riteniamo che un’educazione degna di tale nome debba riconoscere l’antifascismo e il femminismo come valore imprescindibile per la società, insegnando fin dall’infanzia a rifiutare ogni forma di intolleranza e di legittimazione della violenza. Proprio perché vi è uno stretto legame tra identità e memoria, invitiamo inoltre a non dimenticare il processo storico e culturale che ha condotto alla costituzione della comunità LGBTQIA+ e a ricordare le vittime di violenza, in particolare dell’Omocausto.